 |
La missione genovese a Santo Domingo
(Repubblica Dominicana)
Il barrio del
Guaricano, dove si trova la missione |
Il barrio (=quartiere povero) del Guaricano, si trova alla periferia
nord della città di Santo Domingo. È zona di recente urbanizzazione, legata
all'affluenza nella capitale da tutte le parti del paese. In tono dispregiativo
era conosciuto come "il barrio della spazzatura", a causa del deposito
dei rifiuti della città che fino a pochi anni fa si trovava al suo ingresso.
Lo sviluppo urbano ha suggerito agli amministratori di bonificare il deposito
e di traslarlo un 10 Km più a nord.
Socialmente, si tratta di una zona molto povera.
- L'abitazione media è edificata in blocchetti di cemento, senza
intonaco, e ha dimensione di 6x8 metri, suddivisi da pareti di blocchetti
o di compensato in 4 o 5 vani: una "veranda" esterna, salotto, cucina,
una o due camere da letto. Le pareti interne non raggiungono il tetto, per
lasciar circolare meglio l'aria nella stagione calda. La copertura è di lamiera
inchiodata su una travatura di legno. Le finestre hanno le inferriate per
proteggere dai ladri, e al posto del vetro c'è una serranda che ricorda
le nostre tende alla veneziana, ma è fissa e di metallo, e non isola (non
ce n'è bisogno, la temperatura non scende mai sotto i 18 gradi centigradi).
Inoltre esiste sempre un "bagno", esterno alla casa, a volte ancora
con un buco come latrina, e che serve per fare la "doccia" (un dominicano
si lava anche 4 o 5 volte al giorno!). Chi si è stabilito da poco ha
ancora le pareti di legno, ma si nota uno sforzo grande per migliorare questa
condizione: appena possibile si tira su un muro esterno di blocchetti (diventerà
il muro della casa rinnovata), e chi può fa il tetto di cemento. Però
all'interno lo spazio rimane "stretto": spesso si dorme tutti nella
stessa camera, i letti attaccati uno all'altro (se ci sono!), gli armadi non
esistono e i vestiti sono appesi a bastoni sistemati negli angoli della camera.
- Le strade: le principali sono asfaltate (a parte buchi, solchi
e tratti rovinati). Tutte le altre sono in terra, e si trasformano in fango
appena piove. L'urbanizzazione è avvenuta in molti punti con il semplice tracciamento
delle strade da parte del comune, ossia facendo un marciapiedi di cemento
sotto al quale sono stati posti i grandi tubi della fognatura; ai lati la
gente ha costruito la sua casa. Altrove è stato il comune, o lo stato, a costruire
le case, palazzine a più piani, destinate in qualche caso ad accogliere famiglie
sfrattate da altri quartieri; tipico il quartiere che esisteva dove per il
1992 è stato eretto il faro celebrativo di Cristoforo Colombo: molti suoi
abitanti hanno ricevuto una casa in Guaricano; teoricamente lo stato chiede
loro il rimborso della differenza di valore rispetto all'abitazione nella
quale vivevano precedentemente (in realtà nessuno lo paga).
- Le scuole sono insufficienti. La missione ne ha aperto una per
il livello di istruzione primario (vedi la descrizione nelle opere
sociali della missione), ma ciò ancora non ha risolto il problema. Il
governo Fernandez ha ripreso a costruire, dopo anni di incuria, un complesso
iniziato dal governo precedente, per una capienza di 24 aule. Purtroppo l'inettitudine
ha fatto sì che l'opera sia rimansta ancora una volta incompiuta. Molti
bambini - soprattutto se non sono dichiarati - rimangono esclusi dalla scuola,
e passano le giornate giocando nel fango delle strade, senza che i genitori
se ne curino. Attualmente è fortissima la domanda di un liceo per Guaricano.
A fronte di 25 classi di ottavi della primaria, ci sono solo 4 classi diurne
di prima liceo. Le 4 prime liceo serali sono sconsigliabili e temutissime
per il clima di violenza che infesta il barrio di notte.
- Sono carenti i servizi sociali più elementari: Vi sono alcune strutture
medico-ambulatoriali. Oltre a quella gestita dalle suore della missione, ve
ne sono altre private (care), pubbliche (abbastanza inefficienti) e gestite
da ONG (corrotte). Mancano completamente i servizi per anziani e gli asili.
- La spazzatura regna ovunque, inquinando l'ambiende e producendo
fetori. A volte viene bruciata, ad aumentare la quantità di fumo e di inquinanti
che si respirano.
È frequentissimo che le ragazze sui 14/15 anni rimangano incinte. Grazie a
Dio il dono della vita umana è spesso riconosciuto, anzi, desiderato (ma devono
essere frequentissimi gli aborti con le varie "pillole del giorno dopo").
Purtroppo questi bambini nascono in una famiglia che si improvvisa: essa inizia
molto informalmente come convivenza in una casa per conto proprio; a volte invece
la coppia vive con una delle due famiglie di origine. Il legame ha una consistenza
molto leggera, e solitamente dopo pochissimo, spesso pochi mesi, si rompe. Ovviamente
tanto il ragazzo come la ragazza cercano al più presto un nuovo compagno/a.
Purtroppo, chi soffre le conseguenze più forti è il bambino. La creatura non
può essere riconosciuta al registro civile, dal momento che la legge dominicana
richiede per la dichiarazione che i genitori abbiano compiuto 16 anni.
Parecchi di questi genitori improssisati non considerano "necessario"
il riconoscimento civile dei figli: comunque non lo ritengono una cosa urgente.
Altre volte i genitori partono con l'idea di fare il riconoscimento non appena
arriveranno all'età canonica, se non fosse che a quel punto normalmente la coppia
è "cambiata"; e il nuovo padre spesso non vuole riconoscere il figlio
di un altro. La conseguenza è che molti bambini crescono senza tutela giuridica,
non possono iscriversi alla scuola, e non godranno dei diritti più elementari.
La situazione è complicata dal fatto che il riconoscimento tardivo comporta
una pratica molto complicata, ed è richiesto pure un esborso in termini di denaro
(prescritto dalla legge - quasi 10,000 lire -, esigito dagli impiegati dell'amministrazione
- circa il doppio). La povertà impedisce quindi tutto questo.
A livello di partecipazione, la legge prevede che i cittadini si possani riunire
in associazioni denominate "giunte di vicini", che raggruppano le
persone che vivono in una zona abbastanza limitata (il Guaricano ne conta una
quarantina per circa 150.000 abitanti), che le autorità riconoscono come
gli interlocutori naturali per affrontare i problemi dei quartieri, e che fanno
da tramite per la segnalazione di bisogni e l'effettuazione di alcuni servizi
elementari. Purtroppo esse sono nella maggior parte dei casi occasioni di corruzione,
che procurano risorse utili ai loro dirigenti. Questa è la causa principale
per cui la maggior parte di esse hanno un ciclo di vita che va dai sei mesi
a pochissimi anni.
Stesso discorso si può fare per alcune Organizzazioni Non Governative (ONG)
di provenienza americana e no, presenti sul territorio. Lavorano per la promozione
della donna, per la tutela dell'infanzia, per lo sviluppo della microimprenditoria.
Ricevono molte risorse, che apparentemente ripartono in maniera limitatissima.
La gente ha poca fiducia in esse.
Pagine a cura di don
Paolo Benvenuto - Segnalami eventale materiale
che possa essere aggiunto!
Questa pagina è sul Web da
Dicembre 1998